“Non pensare, anche tu, che il poeta sia soltanto colui che va a capo!”; “il consistere del minimo, del pressoché inesistente, accanto al sublime, mi fa sperare d’avere scritto dei libri che, in qualche modo, abbiano a che fare con la vita, con la vita nella sua realtà, e quindi con la poesia”. Ecco le parole di Giorgio Bassani, autore diventato celebre per romanzi come “Il giardino dei Finzi-Contini”, la cui opera poetica è stata a lungo sottovalutata e dimenticata. Eppure Bassani si è sempre considerato essenzialmente un poeta e alla produzione in prosa ha sempre alternato quella in versi.
Prosa e poesia per lui sono sempre state due facce della stessa medaglia, due aspetti distinti ma in grado di influenzarsi costantemente e reciprocamente, momenti “in rima e senza” che insieme hanno dato carattere e unicità al suo stile e a tutta la sua produzione letteraria.
Proprio per portare alla luce questa parte nascosta delle opere di Bassani e per celebrare il centenario della sua nascita (decorso lo scorso 4 marzo), alle 21.00 del 9 agosto presso la Sala delle Stilate dell’Abbazia di Pomposa di Codigoro, le poesie dello scrittore ferrarese si uniranno a brani di compositori che hanno appositamente musicato le trame e le storie del Bassani sceneggiatore o a quelle di autori che in determinate sonorità hanno colto e descritto, nel cinema, le medesime emozioni.
Gli artisti che daranno vita a questo meraviglioso spettacolo sono i due attori, autori e registi teatrali, Enzo Vetrano e Stefano Randisi nei ruoli di voce poetica e riflessione critica, accompagnati dal flauto di Fulvio Fiorio e dal pianoforte di Davide Finotti, per una indimenticabile serata in cui poesia, teatro e musica si uniranno in una perfetta ed emozionante commistione.
