Giunto alla sua quinta edizione, ERF Winter Faenza è oramai una realtà consolidata. Quest’anno la stagione trova una sua continuità in una suggestione onirica, sognante, che in qualche modo finisce per sottendere l’intero ciclo concertistico. Sei appuntamenti tra luna e sogno, che portano alla mente un primordiale rapporto tra l’uomo e l’espressione musicale. John Blacking, etnomusicologo inglese, avanzava l’ipotesi che la musica fosse una qualità umana innata e universale al pari del linguaggio. Quest’ultimo in qualche modo rimane inadeguato dinnanzi alla natura della musica, che tocca piuttosto la sfera dell’inconscio, un ancestrale richiamo limitrofo al sogno. È un meccanismo primordiale ciò che in qualche modo si risveglia all’ascolto di un brano musicale: c’è l’appello alla componente intellettuale, certo, ma è il nostro animo a trarne godimento e stupore. E certo stupiranno i sei spettacoli condensati da ERF tra ottobre e novembre, in alternanza tra il Teatro Masini e lo splendido ridotto dello stesso, a cui si aggiunge l’unicum del Museo delle Ceramiche. Richiamo per i molti affezionati, la stagione invernale si riconferma per ERF un’ottima occasione per tendere una mano ai più giovani: anche per il 2016 torna il progetto Musica a 1 euro, intrapreso con successo da ERF già da un paio d’anni. Musica a 1 euro propone un ciclo di incontri concepiti per le scuole di Faenza con musicisti e compositori, e la possibilità per i ragazzi di acquistare il biglietto per i concerti al simbolico prezzo di un euro.

Si inaugura la stagione il 20 ottobre con un viaggio dai sapori francesi proposto dal flautista Davide Formisano, sicuramente tra i migliori flautisti italiani, accompagnato al pianoforte da Phillip Moll. Si tratta di un concerto che richiama in parte il loro cd registrato assieme, Portrait, dandoci anche l’occasione di ascoltare compositori non sufficientemente frequentati in Italia quali Henri Dutilleux o Frank Martin.

Imperdibile l’appuntamento per venerdì 28 ottobre con le atmosfere notturne proposte da Roberto Prosseda, pianista di Latina dal curriculum impressionante, già punto di riferimento necessario per tutti gli appassionati di Mendelssohn. Prosseda suonerà brani esclusivamente di Chopin: un canto alla luna denso di emozioni per un programma che è un grappolo di sogni.

L’incontro successivo è il 4 novembre, al ridotto del teatro, per un incredibile connubio di immagini e musica. Il Duo alterno – composto dal soprano Tiziana Scandaletti e dal pianista Riccardo Piacentini – proporrà opere di Francesco Paolo Tosti, un omaggio a Faenza con una composizione di Aurelio Samorì e un’opera dello stesso Piacentini, accompagnata da suggestioni visive e sonorità inaspettate.

Il 10 novembre approda a Faenza il progetto Relendo Villa-Lobos: Cristina Renzetti (voce, chitarra, percussioni), Michele Francesconi (pianoforte), Gabriele Zanchini (fisarmonica) ed Emilio Galante (flauto e ottavino) offrono una rilettura moderna e jazz del compositore brasiliano Heitor Villa-Lobos. Una proposta questa che coglie appieno la dinamicità della musica di Villa-Lobos, riprendendo le fila di quanto già contiene in nuce la sua opera: un’irresistibile volontà di contaminazione.

Domenica 13 novembre uno straordinario evento al Museo Internazionale delle Ceramiche: una visita guidata che anticipa il concerto delle 18,30 dell’Ensemble Sarti. Nato all’interno della Scuola Sarti di Faenza, l’Ensemble d’Archi G. Sarti proporrà musiche di Farrenc, Poulenc, Martinů, e due prime esecuzioni assolute di Denis Zardi e Aurelio Samorì.

Conclude la stagione il concerto A Est del sole, a Ovest della luna: il magico lirismo pianistico di Haochen Zhang, giovane pianista vincitore del 13° Concorso pianistico internazionale Van Cliburn, si unirà ai talenti della Hangzhou Philharmonic Orchestra, sapientemente diretti dal giovane Yang Yang. Il programma è strepitoso: l’Overture di Wagner dal Tannhäuser, il Concerto n. 1 di Liszt per piano e orchestra e in chiusura la Sinfonia n. 2 di Rachmaninov.

Non ci resta che sognare, anche quest’anno, grazie all’impegno e alla passione di ERF per la grande musica.

Manuela Cortesi