Due serate tra musica e danza interamente dedicata alla magia del flamenco: il 20 dicembre (ore 18) presso la Business Lounge dell’Aeroporto G. Marconi di Bologna e il 21 dicembre (ore 21) presso il Teatro Masini di Faenza. Protagonista assoluta di questi due imperdibili appuntamenti, sarà la danza flessibile di Miguelete che si dispiegherà accompagnata dall’intensità delle interpretazioni di Ramon Jaffè al violoncello e di Johannes Hoffmann Minera alla chitarra. Una danza composta da tutte le tonalità del flamenco, dal più malinconico al più sanguigno.
Il flamenco, genere musicale antichissimo, nome della danza e del suono, evoca in ogni luogo il colore e l’odore dell’Andalusia – terra da dove è sorto. Ogni brano, anche il più sbarazzino, conserva in sé un’indolenza malinconica; ogni passo di danza, anche il più mesto e cupo, ha in sé una brama sanguigna. L’Emilia Romagna Festival ha voluto portare, per la seconda volta nella nostra regione, tutta la tradizione del flamenco, ormai internazionale, per lasciar vivere ancora, negli odori e nei gesti, quel ballo antichissimo di cui i gitani sono rimasti custodi.
Miguelete, il ballerino, è nato vicino Dresda, in Germania, e del flamenco ha i tratti e lo sguardo: è spigoloso e triste, eppure intenso, veemente, puro. Il suo entusiasmo per il flamenco è emerso già durante i suoi primi studi di danza. L’intensità della sua espressione e la sua danza flessibile convinse rapidamente la scena flamenca. La sua sensibilità per il teatro e il duro lavoro come ballerino gli hanno permesso di lasciare il segno ovunque, perfino come coreografo e direttore in un paio di produzioni. Ha sviluppato progetti con artisti di flamenco spagnoli e internazionali, alcuni dei quali in veste di ballerino solista.
Johannes Hoffmann Minera, che lo accompagnerà, ha iniziato a suonare la chitarra flamenca quando aveva quattordici anni, diplomandosi poi al Conservatorio di Rotterdam sotto la supervisione del maestro di flamenco di fama mondiale Paco Peña. Dopo la laurea si è trasferito in Spagna, dove ha lavorato e vissuto per diversi anni per conoscere meglio le tradizioni del flamenco.
Al violoncello sarà Ramon Jaffè, professionista dalle mille radici. Nato in una famiglia di musicisti a Riga in Lettonia, è emigrato in Israele assieme alla sua famiglia prima di trasferirsi in Germania, soltanto tre anni dopo. Ha ricevuto la sua primissima formazione musicale da parte del padre Don Jaffè, il quale lo ha guidato fino al compimento dell’esame di Concertismo nel 1988 con Boris Pergamenschikow. La carriera solistica l’ha condotto nelle sale concertistiche di Berlino, Lipsia, Vienna, Monaco di Baviera, Londra, Colonia. Si è dedicato con passione anche alla musica da camera come membro del Trio d’archi “Belcanto Strings” e del “Mendelssohn Trio Berlin”; ha collaborato con prestigiose orchestre esibendosi con la Bavarian Radio Orchestra sotto la guida di Roberto Abbado, Marcello Viotti e Lawrence Foster. Ospite di numerosi festival, è stato fortemente influenzato e stimolato dall’incontro con Pedro Bacan, che lo ha introdotto ai segreti dell’affascinante mondo del flamenco.
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