Sarà il prestigioso Münchener Bach-Chor accompagnato dalla Young Musicians European Orchestra diretta da Paolo Olmi, a chiudere con il Requiem di Mozart la stagione concertistica ERF#StignaniMusica 2018/19. L’appuntamento è in programma per martedì 16 aprile alle 21 presso il Teatro Ebe Stignani di Imola.

La più celebre composizione di Mozart è anche l’ultima: il Requiem, circondato da un’aura leggendaria, fu lasciato incompiuto dal genio austriaco, morto quando doveva ancora scrivere gli ultimi brani. Mozart lasciò però degli appunti e un allievo capace di sfruttarli al meglio per completare quest’ultimo requiem – che fu anche il requiem eseguito al funerale dello stesso Mozart, che ebbe così la possibilità di cantare per la sua stessa morte. La leggenda della nascita del Requiem, raccolta da Stendhal, narra di un misterioso committente presentatosi alla porta di Mozart con una maschera, il denaro necessario e una data di scadenza molto vicina. Impossibile non pensare a una personificazione della morte, presentatasi proprio durante la malattia che porterà Mozart allo stremo, ma la realtà fu probabilmente meno poetica. Nonostante questo, di tutti i segreti, di tutto il frenetico bisogno di soldi di Amadeus, rimase la bellezza solenne e sconvolgente di quest’ultima opera, la cui fama si propagò anche sulle ali della leggendaria maledizione.

A vivificare il potente impianto coristico sarà il Münchener Bach-Chor, un’istituzione della musica classica internazionale. Fondato nel 1954 da Karl Richter, il coro ha ottenuto, soprattutto per le sue interpretazioni della musica di Bach, l’attenzione e il plauso mondiale per i tour internazionali – da Parigi a Mosca, da Tokyo e New York – e per le sue registrazioni di fama mondiale.

A interpretare la parte musicale sarà invece la Young Musicians European Orchestra, attiva da anni nel panorama internazionale, una formazione che si nutre della linfa dei giovani musicisti europei, rifondata in continuazione dal proprio direttore Paolo Olmi e dai membri “senior” – quelli cioè che hanno eseguito i primi concerti, avendo comunque meno di 35 anni. Per questo motivo l’età media degli orchestrali si mantiene sui 23 anni e l‘organico varia dai 20 ai 100 elementi, a seconda del repertorio eseguito.

Il direttore Paolo Olmi, animatore della vita musicale nazionale e internazionale fin da giovanissimo, è diventato noto al grande pubblico per le sue numerose apparizioni televisive – tra le quali il Concerto trasmesso in Mondovisione in occasione del XX anniversario di pontificato di Giovanni Paolo II. Protagonista di opere e concerti in tutto il mondo in grandi teatri e grandi orchestre ha diretto quasi tutti i titoli verdiani, oltre a tutti i grandi operisti e i grandi titoli della storia della musica, anche contemporanea.

I solisti saranno: il soprano Arianna Vendittelli, tra le migliori della sua generazione, che si è già esibita nelle più importanti sale da concerto del mondo; Victoria Yarovaya, giovane mezzosoprano russo, vincitrice di numerosi concorsi, con all’attivo collaborazioni prestigiose con i più grandi direttori d’orchestra; il tenore Manuel Amati, che studia canto lirico da quando aveva tredici anni e si è già esibito nei più importanti ruoli dell’Opera italiana; e Gabriele Sagona, il basso, che può vantare una preparazione finissima con i migliori Maestri e una consolidata esperienza nei migliori teatri europei.

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