Venerdì 6 settembre (ore 21) nella Chiesa di San Giacomo in San Domenico a Forlì l’atteso concerto della Singapore Chinese Orchestra, per la prima volta in Italia, diretta dalla bacchetta di Tsung Yeh. In programma una serie di brani destinati a essere un’assoluta sorpresa, di compositori per la maggior parte orientali quasi tutti in prima esecuzione italiana.

Fondata nel 1997 la Singapore Chinese Orchestra (SCO) ha il duplice ruolo di preservare le arti e la cultura tradizionali e stabilire nuove frontiere attraverso l’unione in seno all’orchestra stessa di strumenti e brani della tradizione sinfonica classica occidentale con repertorio ed elementi musicali del sud-est asiatico. Così in questa orchestra sinfonica di circa 85 elementi convivono strumenti della tradizione europea come il violoncello, l’arpa, i timpani accanto a strumenti classici della tradizione cinese come i Gaohu, gli Erhu, gli Zhonghu, il Yangqin, il Pipa, il Sanxian, dando vita a sonorità nuove e coinvolgenti con numerosi brani e composizioni originali.

Il programma della serata si apre con il compositore Law WaiLun (nato nel 1944), riconosciuto per il suo contributo allo sviluppo dello stile “Nanyang” nella musica orchestrale cinese. Recentemente inciso dalla SCO, il suo affascinante brano Prince Sang Nila Utama and Singa ci porta in un mondo di fiaba attraverso un ricco universo di effetti atmosferici. Dal vago sapore mahleriano è il poema sinfonico del compositore tedesco Enjott Schneider dal titolo Terra e fuoco, un grande brano per sheng (un antico strumento a fiato ad ancia libera) e orchestra cinese. Del giovane compositore Gordon Fung Dic-Lun di Hong Kong, ascolteremo Arise, You Lion Of Glory! (Destati, leone di gloria!) un concerto per pipa, il cosiddetto liuto cinese a quattro corde, con cui ha vinto il primo premio al Concorso internazionale di Singapore per composizione orchestrale di musica cinese. Intessuto di piccoli episodi onirici e misteriosi è il breve brano Buka Panggung (2006) del compositore malese Yii Kah Hoe. Più nota agli ascoltatori italiani, invece, l’opera di Tan Dun, compositore e direttore d’orchestra cinese vivente. I quattro movimenti di Yellow Earth, una suite sinfonica, hanno titoli evocativi come un responso dell’I-Ching: la pioggia scende propizia dal cielo; la camera nuziale; desiderio di intimità; le percussioni di Shiban.

Un meraviglioso concerto che trasporterà il pubblico in un mondo dove Occidente e Oriente si incontrano.

 

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