Si recupera venerdì 3 aprile (ore 21) il concerto degli Hirundo Maris previsto per lo scorso 18 febbraio, presso il Teatro Ebe Stignani di Imola, rinviato a causa di un’indisposizione della soprano Arianna Savall.

“Il Viaggio d’Amore – Les voyages d’Amour à travers de l’Europe” questo il titolo del concerto, è una vera e propria antologia sentimentale tra le terre d’Europa, con il quartetto degli Hirundo Maris che interpreta brani antichi e moderni aventi tutti per tematica l’amore, con strumenti dell’epoca.

Hirundo Maris è un gruppo di fama internazionale, fondato nel 2009, specializzato in musica medievale e barocca, in composizioni proprie e nella fusione dei due aspetti. La loro fonte di ispirazione sono la musica mediterranea e quella nordica, in un legame musicale che unisce la Scandinavia alla penisola Iberica e all’Italia da tempo immemorabile.

Per l’occasione, Arianna Savall, soprano e arpa tripla barocca, si esibirà insieme a Petter Udland Johansen, tenore e interprete di mandolino e hardingfele, Miquel Ángel Cordero al colascione e al contrabbasso e Michal Nagy alla chitarra.

 

Dall’introduzione inserita nell’omonimo album di Arianna Savall, Petter Udland Johansen e del loro Ensemble Hirundo Maris:

C’è un’immagine bellissima che può essere usata per spiegare cos’è la musica del passato. Immaginiamo un messaggio in una bottiglia, lanciata nel mare secoli fa e che adesso apriamo per la prima volta. Il messaggio contenuto ci trasmette, nel migliore dei casi, la magia e l’energia con le quali era stato al tempo affidato al mare. L’elevata arte dell’interpretazione sta proprio nel renderle vive.

È possibile farlo? Attraversare secoli e terre come se niente fosse, cantando canzoni d’amore, come se fra loro e noi non ci fossero confini di tempo e spazio? E integrare le canzoni antiche con altre, nuove e composte da noi, che si rifanno alla tradizione ma comunque rappresentano il presente? Certo che è possibile; anzi è proprio necessario se si vuole comprendere l’importanza attuale della musica antica. Nata nel momento in cui è stata cantata e interpretata, conosciuta nel momento in cui viene ascoltata. Ed è esattamente quello che fanno Arianna Savall e Petter Udland Johansen, e ci invitano a seguirli in questo viaggio.

I due artisti, e il loro Ensemble, pongono una domanda tanto semplice quanto trascendente: come funziona l’amore? Nella loro ricerca di risposte, viaggiano attraverso una dozzina di paesi, tra i quali la Spagna, l’Austria, la Norvegia e la Svizzera, per chiudere con il Cile. Portano con loro una selezione di strumenti tanto varia quanto la musica: l’arpa tripla, inventata come tale in Italia ai tempi di Monteverdi, prima di arrivare attraverso la corte di Francia fino in Inghilterra, dove fu molto apprezzata non solo da Re Carlo I ma anche dai musicisti popolari scozzesi e irlandesi; la cetra, uno strumento a corde pizzicato che fu anche suonato dal riformatore Martin Lutero; l’hardingfele, lo strumento più importante della musica popolare norvegese che oltre alle quattro corde sfregate presenta delle corde “simpatiche”.

THOMAS HÖFT