La conversazione fra gli strumenti è forse l’immagine più eloquente della dinamica di quartetti e quintetti nella produzione cameristica. Ed a questa che si è ispirato il Quartetto Indaco, tra i più interessanti quartetti d’archi italiani, per il concerto di lunedì 24 agosto (ore 21.15), quando insieme al grande clarinettista Claudio Mansutti porterà nel Cortile dell’Abbazia di Pomposa una serie di Conversazioni Sonore che includono brani di Beethoven, Mozart e Krysztof Penderecki.

Conversazioni che saranno rappresentate anche dal proficuo scambio tra due nomi leggendari della musica classica, Mozart e Beethoven, e un grande della musica contemporanea, che ci ha lasciato nel corso di quest’anno, Krysztof Penderecki.

Penderecki, che nel corso della sua lunga carriera ha scritto diversi pezzi per l’Emilia Romagna Festival, ritorna in programma in questa XX edizione che ricorda i grandi compositori che hanno collaborato negli anni passati con il festival. Per questo concerto si potrà ascoltare il suo brano Per Slava, diminutivo di Mstislav Leopoldovich Rostropovich: al grande violoncellista e fraterno amico il compositore Krzysztof Penderecki infatti dedicò questo brano di intenso lirismo e dagli ampi margini espressivi, talmente perfetto da essere spesso richiesto ai giovani violoncellisti in competizioni internazionali.

Ludwig van Beethoven sarà invece presente con i sei Quartetti op. 18, emblematici del classicismo viennese, composti attraverso l’amicizia con il violinista Karl Amenda, all’epoca alla corte del principe Lobkowitz committente dell’opera. Infine, con la collaborazione tra il Quartetto Indaco e il clarinettista Claudio Mansutti, il concerto si chiuderà con Mozart e il suo Stadler Quintet del 1789, una vera dichiarazione d’affetto e meraviglia nei confronti dell’abile clarinettista Anton Stadler, costruito intorno a un’atmosfera amabile e naturale, come se fosse un fitto scambio di idee e argomenti tra i vari strumenti o, appunto, una serie di Conversazioni Sonore.

Formatosi nel 2007, il Quartetto Indaco è costituito da quattro giovani – Eleonora Matsuno e Ida Di Vita al violino, Jamiang Santi alla viola e Cosimo Carovani al violoncello – che si sono uniti alla scopo di fare musica, ricercando la massima espressività attraverso la formazione del quartetto. Particolarmente apprezzato dal pubblico per la sua straordinaria comunicativa, il Quartetto Indaco riceve da sempre ottime recensioni dalla critica specializzata che ha definito le sue performance “uno stupefacente spettacolo di fuochi d’artificio, così brillante che i muri della sala a stento lo contenevano”.

Claudio Mansutti è uno dei più quotati clarinettisti italiani, già vincitore di cinque concorsi nazionali e internazionali. Ha legato il suo nome al Diapason Ensemble e all’Orchestra Accademia Ars Musicae di Klagenfurt, di cui è stato primo clarinetto. Si è esibito in veste di solista con moltissime orchestre europee, all’interno delle più prestigiose sale da concerto.

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