Domenica 20 marzo (ore 11.15) si chiudono i Matinée Musicali al MIC con Campana Sottovoce, un concerto per voce recitante, chitarra e quattro archi, con drammaturgia e voce di Pier Luigi Berdondini sui versi di Dino Campana e musiche originali di Giorgio Colombo Taccani.
Un concerto di labirinti sonori, tra bagliori, sfumature, chiaro scuri, lampi, contrappunti, sempre in sottovoce. Un Campana intimo e spregiudicato, avvolgente e urticante. Compulsivo, domestico, irrequieto, sacrale, caustico, premuroso.
Un’elica sonora di visioni. Musica della parola, nella voce di Berdondini, poeta dei nostri giorni, e poesia nella musica di Colombo Taccani e nell’interpretazione di Modern Sarti Ensemble, composto da cinque musicisti e docenti della scuola di musica faentina Sarti, tra cui Donato D’Antonio alla chitarra, anche co-direttore artistico della stagione ERF&TeatroMasiniMusica insieme al maestro Massimo Mercelli.
“I versi, scelti da Canti Orfici e altri scritti di Campana, sono essi stessi una partitura musicale” sottolinea Pier Luigi Berdondini, autore della drammaturgia e voce recitante “Ho assemblato un polifonico telaio di parole che suonano, evocando dinamiche espressive proprie di strumenti musicali, archi, fiati o percussioni. Fino a indicare tonalità di grave e acuto alle espressioni della voce recitante”. Fughe, consonanze, silenzi, accenti, sfumature, tinteggiature, in dialogo con i maestri del Modern Sarti Ensemble. Viola, violino, violoncello, contrabbasso e chitarra pizzicano poesia. “Questi strumenti – aggiunge il compositore Giorgio Colombo Taccani – forniscono una notevole varietà di sfumature e di colori, garantendo al tempo stesso un’omogeneità timbrica complessiva, a mio avviso indispensabile per la compattezza e la coerenza del percorso generale”. La versatilità di Berdondini e la duttile maestria della Sarti accompagnano lo spettatore in un viaggio di assonanti contrasti tra note e parole. Un concerto di labirinti sonori “Per l’amor dei poeti...” come dai versi campaniani “…in un sogno di regno sopra i cieli”.
