Trio Hermes e Guido Barbieri

Trio Hermes e Guido Barbieri

12marzo21:00Trio Hermes e Guido BarbieriERF@CasseroMusicaCASTEL SAN PIETRO TERME, Teatro Comunale Cassero21:00(GMT+01:00)

Dettagli dell'evento

Venerdì 12 marzo ore 21

CASTEL SAN PIETRO TERME Teatro Cassero

In questa luce, in quest’ombra nera

Le vite parallele di Francisco Goya e Ludwig van Beethoven

TRIO HERMES

Ginevra Bassetti violino

Francesca Giglio violoncello

Marianna Pulsoni pianoforte

GUIDO BARBIERI testo e voce narrante

Piergiorgio Casotti video scenografia

Orario

12 marzo 2027 21:00(GMT+01:00)

Location

CASTEL SAN PIETRO TERME, Teatro Comunale Cassero

Accessibilità

Assenza di barriere architettoniche

Programma

Il “concerto con parole” progettato dal Trio Hèrmes insieme a Guido Barbieri cerca di portare alla luce il dialogo a distanza tra Goya e Beethoven immaginato, in modo del tutto astratto, da Michel Butor.

Nucleo pulsante del programma è il più esteso e impegnativo dei Trii per pianoforte di Beethoven, ossia il Trio op. 97 detto dell’Arciduca”, un “monumentum” legato al momento forse più nero della vita del compositore: è lui stesso ad eseguirlo al pianoforte, l’11 aprile del 1814, al Romisch-Könige Hôtel di Vienna.

Ma al termine Ludwig si rende conto che la sua sordità, ormai totale, gli impedisce di suonare. Ai quattro movimenti di questa pagina colossale che dura quasi cinquanta minuti si alternano due racconti intarsiati l’uno nell’altro: da una parte gli ultimi anni di vita di Goya, segregato nella Casa del Sordo, dall’altra l’epoca estrema della vita di Beethoven, prigioniero della propria sordità e ripiegato nelle inquietudini, nei tormenti, nelle abissali profondità della propria scrittura musicale. Le parti narrate saranno accompagnate da una video scenografia basata sulle pitture che Goya realizza durante la propria auto segregazione tra le pareti della Quinta del Sordo : durante gli intermezzi narrativi che separano i movimenti del Trio scorre su

uno o più schermi una “indagine visiva”, firmata dal videomaker Piergiorgio Casotti, intorno alle quattordici Pintuars Negras: non, dunque, la semplice proiezione dei dipinti, bensì una lettura in profondità che mette in risalto dettagli apparentemente secondari, particolari nascosti, macchie di colore, scie di luce, proiezioni di ombre. Una telecamera virtuale si immerge nei dipinti e li percorre in tutte le direzioni possibili creando una “visione in movimento”.

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