Comacchio è, sotto l’aspetto paesaggistico e storico, uno dei centri maggiori del Delta del Po. Ha origini nell’Alto Medioevo e durante la propria storia fu assoggettata al potere dell’Esarcato di Ravenna prima, del Ducato di Ferrara in seguito, per poi tornare a far parte dei territori dello Stato Pontificio. In epoca longobarda il territorio venne donato ai monaci di San Colombano nel grande che vi installarono il loro porto fluviale. Diedero sviluppo anche ad attività come l’agricoltura, l’allevamento e lo sfruttamento di saline, il cui prodotto veniva importato in tutto il nord d’Italia. Sorta sull’unione di tredici piccole isole e formatisi dall’intersecarsi della foce del Po col mare, Comacchio ha dovuto orientare il proprio sviluppo sull’elemento acqua, sia sul piano dell’urbanistica sia su quello dell’ economia. Una mirabile definizione della città è contenuta nella Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso: “Come il pesce colà dove impaluda / ne i seni di Comacchio il nostro mare, / fugge da l’onda impetuosa e cruda / cercando in placide acque ove ripare, / e vien che da se stesso ei si rinchiuda / in palustre prigion né può tornare, / che quel serraglio è con mirabil uso / sempre a l’entrare aperto, a l’uscir chiuso” (VII, 46). Una lapide con questa citazione campeggia su una delle due torri fortificate del ponte dei Trepponti, nel cuore della città storica. A partire dagli anni ‘80 Comacchio diviene meta naturalistica lagunare di particolare impatto: ponti, canali e stradine la affiancano alla romantica Venezia e ne fanno una simile meta dell’Italia centrale.

Comacchio

Arena di Palazzo Bellini

Sontuoso, per il contesto edilizio in cui si colloca, è un grande edificio su due piani dal prospetto segnato da eguale numero di ordini di grandi finestre incorniciate da mostre marmoree con archi a tutto sesto al piano terra e triangolari al piano superiore, diviso orizzontalmente da una larga fascia marcapiano in calcare decorata a motivi geometrici e floreali.

Una seconda fascia chiude superiormente la veduta, mentre un balcone con ringhiera in ferro battuto sovrasta il portale marmoreo d’ingresso. All’interno, molte sale presentano soffitti decorati dal pittore bolognese Ferdinando Torchi, che aveva sposato Veturia Bellini, figlia di Luigi. Il palazzo signorile costruito nella seconda metà dell’Ottocento, è attualmente sede della Biblioteca Civica L. A. Muratori e dell’Archivio Storico Comunale.
Ospita come Galleria d’Arte le numerose mostre che tradizionalmente vi vengono organizzate.

Indirizzo

Arena di Palazzo Bellini: Via Agatopisto, 7 – 44022, Comacchio (FE)

Contatti

Comune di Comacchio – ufficio cultura:  Tel.+39 0533 318785

www.comune.comacchio.fe.it