Per il secondo anno ERF edizione numero 25 invita alcuni musicisti a partecipare ad un esperimento di autoritratto. Strutturato come un’intervista breve, gli artisti diventano così i protagonisti di una ideale Factory Musicale Monteverdiana, ispirata alla programmazione musicale dedicata a Monteverdi nell’edizione ERF 2024, con l’obiettivo di realizzare negli anni una collezione di autoritratti dei musicisti di Emilia Romagna Festival visto come una Factory, un luogo ideale fluido e senza limiti temporali. Monteverdi l’alchimista dei suoni inventa la contaminazione dei generi, unendo il sacro al profano, mescolando nelle sue creazioni i gesti della danza con le parole e la musica, scoprendo forme di melodia come la conosciamo nella musica pop, portando la poesia e il teatro a unirsi in un mondo immaginario che trascende i confini nella musica, nelle forme leggere e gioiose di rappresentazioni musicali e di feste barocche. Con questo autoritratto abbiamo invitato Marco Gerolin a far parte della Factory Musicale Monteverdi ERF 2025 rispondendo a quattro domande.
- Quale composizione musicale di Monteverdi preferisci?
Credo di poter dire che il Lamento di Arianna sia la composizione di Claudio Monteverdi che più mi affascina. Monteverdi è stato uno dei primi compositori che ho avuto modo di studiare approfonditamente, soprattutto ai tempi del liceo e, forse per questo, sono rimasto particolarmente affascinato dal suo stile compositivo, apprezzandone soprattutto il Lamento di Arianna.
- Nel tuo concerto in programma a ERF quest’anno, come si ritrova l’influenza multi genere e multi disciplinare di teatro e musica, inventata da Monteverdi?
Il programma che proporrò all’ERF vedrà alternarsi compositori del primo Novecento, avanguardisti e barocchi. Il pubblico avrà l’opportunità di ascoltare composizioni originali composte per bayan durante la seconda metà del Novecento, Without a Title di Olsen e De Profundis di Gubajdulina, compositrice recentemente scomparsa che, a mio parere, ha saputo esprimere al meglio le doti di questo strumento. Poi proporrò una trascrizione per fisarmonica di una Stagione di Antonio Vivaldi e, per finire, un mio arrangiamento di alcuni fra i pezzi più importanti di Carmina Burana di C. Orff. Il programma tiene quindi conto delle diversità timbriche che il mio strumento può esprimere, mostrando al pubblico quanta diversità di repertorio possiamo interpretare con la fisarmonica.
- Come pensi evolverà il futuro della musica con l’intelligenza artificiale e sulla strada di una creatività senza confini tracciata da Monteverdi?
Claudio Monteverdi è stato senz’altro il primo di tanti rivoluzionari che hanno permesso alla nostra generazione di poter vivere i più grandi capolavori della musica. Monteverdi, Vivaldi, Bach, Mozart… sono solo esempi di compositori che, attraverso il loro genio, hanno contribuito ad esprimere un linguaggio sempre più nuovo e ricercato. Nel Novecento siamo stati partecipi di una grandissima rivoluzione, soprattutto con l’introduzione dell’elettronica ed ora si, secondo me, l’intelligenza artificiale potrà aiutare i compositori contemporanei ad esprimere un linguaggio ancora più all’avanguardia. L’intelligenza artificiale ormai è il presente, è l’oggi, chissà cosa sarà il domani…
- Suggerisci alcune tracce dal tuo ascolto di musica quotidiana preferita.
Quando i miei amici non musicisti mi chiedono dei consigli d’ascolto, propongo sempre il capolavoro Romantico che ha cambiato il mio modo di vivere me stesso. Ho avuto l’onore di ascoltare questa composizione in età adolescenziale al Teatro La Scala di Milano e, successivamente, ho deciso di comprare il vinile in modo tale da poterla ascoltare con il giradischi che ho a casa: si tratta del quarto movimento della Sesta Sinfonia di Tchaikovsky. La suggerirei a chiunque, in quanto per me è stata di grande aiuto nella riscoperta della mia interiorità, cercando di vivere nel modo più intenso possibile le esperienze di Vita vissute dal compositore che di più mi fa sentire bene.
Sinfonia n. 6 in Si minore “Patetica” di Pyotr Ilyich Tchaikovsky
Autoritratto Marco Gerolin in collaborazione con Michela Giorgini, Giampaolo Marzi, Lorenza Muto
