ottobre 2025
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Venerdì 24 ottobre ore 21 CASTEL SAN PIETRO TERME Teatro Cassero Il gatto e la volpe MIRABASSI-ZANCHINI DUO Gabriele Mirabassi clarinetto Simone Zanchini fisarmonica
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Venerdì 24 ottobre ore 21
CASTEL SAN PIETRO TERME Teatro Cassero
Il gatto e la volpe
MIRABASSI-ZANCHINI DUO
Gabriele Mirabassi clarinetto
Simone Zanchini fisarmonica
Orario
Location
CASTEL SAN PIETRO TERME, Teatro Comunale Cassero
Accessibilità
Assenza di barriere architettoniche
Programma
Incontro al vertice tra due grandi virtuosi del proprio strumento e nonché protagonisti della scena musicale internazionale. La trasversalità musicale che contraddistingue entrambi permette loro di esprimersi con facilità da sempre sia nel mondo del jazz che in quello della musica classica. In questo duo la goliardia dei ritmi del Sud America e la profondità pulsante del vecchio swing si mescolano alle sonorità di un jazz odierno e moderno che si esprime nello stile compositivo di entrambi. L’eclettismo dei due musicisti permette loro di spaziare ed improvvisare in maniera estemporanea con altissimo inter-play comunicativo, alternando composizioni originali a celebri standard del repertorio latino-americano.
Grande forza e suono di un solista del calibro di Gabriele Mirabassi, da più di trent’anni al vertice tra i migliori clarinettisti del panorama mondiale, sostenuto dal magma sonoro e creativo di Simone Zanchini, considerato uno dei più originali e innovativi fisarmonicisti della scena internazionale.
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Organizzatore
novembre 2025
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Venerdì 28 novembre ore 21 CASTEL SAN PIETRO TERME Teatro Cassero Noches de España ROBERTO COMINATI pianoforte
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Venerdì 28 novembre ore 21
CASTEL SAN PIETRO TERME Teatro Cassero
Noches de España
ROBERTO COMINATI pianoforte
Orario
Location
CASTEL SAN PIETRO TERME, Teatro Comunale Cassero
Accessibilità
Assenza di barriere architettoniche
Programma
Manuel De Falla
Pièces espagnoles nn.1, 2, 4
Moritz Moszkowski
Capriccio spagnolo
Claude Debussy
Pour le Piano
Masques
da Preludi, Le vent dans la plaine
Federico Mompou
Jeunes filles au jardin
Cancion y dansa n.6
Isaac Albéniz
da Iberia, Triana
Enrique Granados
da Goyescas, Quejas o la Maja y el Ruiseñor
Allegro da Concierto
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Organizzatore
febbraio 2026
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Venerdì 13 febbraio ore 21 CASTEL SAN PIETRO TERME Teatro Cassero La Romanza Da Chopin a Lecuona CRISTINA ZAVALLONI voce ENRICO ZANISI pianoforte
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Venerdì 13 febbraio ore 21
CASTEL SAN PIETRO TERME Teatro Cassero
La Romanza
Da Chopin a Lecuona
CRISTINA ZAVALLONI voce
ENRICO ZANISI pianoforte
Orario
Location
CASTEL SAN PIETRO TERME, Teatro Comunale Cassero
Accessibilità
Assenza di barriere architettoniche
Programma
Enrique Granados
Da 12 Tonadillas en estilo antiguo
– El mirar de la maja
Ernesto Lecuona
– Siboney
Vincenzo Bellini
– Dolente immagine
Toquinho, Vinicius de Moraes / Sergio Bardotti
– Accendi una luna nel cielo
Vincenzo Bellini / Giulio Genoino
– Fenesta ca lucive
Fryderyk Chopin
Da Polish Songs op. 74
– Życzenie
– Wiosna
Cesare Andrea Bixio / Cherubini
– Miniera
Noel Rosa
– Último desejo
Cristina Zavalloni
– Sambinha
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Organizzatore
marzo 2026
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Venerdì 13 marzo ore 21 CASTEL SAN PIETRO TERME Teatro Cassero Tarantule, antidoti e follie La terapia del tarantismo nelle fonti antiche ENSEMBLE TERRA D’OTRANTO Angelo De Leonardis canto,
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Venerdì 13 marzo ore 21
CASTEL SAN PIETRO TERME Teatro Cassero
Tarantule, antidoti e follie
La terapia del tarantismo nelle fonti antiche
ENSEMBLE TERRA D’OTRANTO
Angelo De Leonardis canto, recitazione e regia
Nadia Esposito danza, canto, voce narrante, castanuelas
Doriano Longo violino barocco e direzione
Pierluigi Ostuni tiorba
Giuseppe Petrella chitarra spagnola
Vito De Lorenzi tamburi a cornice
Orario
Location
CASTEL SAN PIETRO TERME, Teatro Comunale Cassero
Accessibilità
Assenza di barriere architettoniche
Programma
Le prime informazioni della musica utilizzata per guarire i tarantati si trovano in opere del Medioevo: accanto agli Exempla di tradizione classica, cominciano a veder la luce diversi trattatelli, i De venenis, che cercano di approfondire l’argomento apportando ulteriori riflessioni sui poteri della musica, sulle cause del “male”, sul fenomeno osservato sul campo, sulle caratteristiche anatomiche della tarantola.
L’interesse per questo fenomeno vede nei secoli successivi un continuo crescendo, fino a giungere nel periodo Barocco in cui molteplici sono stati i contributi di medici, scienziati, filosofi, storici e musicisti. Non è casuale che la maggior parte delle partiture a noi giunte si riferisca proprio a quest’ultimo periodo. Se in passato la Pelandra, la Dama di Provenza, la Catena, la Guaracha, il Lepote, il Minuetto della Maschera di Cadice, ecc., venivano parimenti e variamente utilizzate, a partire dal Seicento la Tarantella diviene l’unica forma musicale presente nella terapia quasi a voler essere diventata la “summa” di tutte le altre: essa stessa si presenta in diverse forme e diversi “affetti” poiché i tarantati, e le stesse tarantole, non amano tutti la stessa melodia o la stessa pulsazione ritmica. Così abbiamo la tarantella in tono frigio, dal carattere vivace e travolgente, la tarantella in tono ipodorio, dal carattere austero, l´Antidotum tarantulae, dalla melodia languida e triste. Anche l’aspetto ritmico, come si diceva, presenta varietà: di base vi è un tactus binario ma gli accenti nelle pulsazioni sono sia binari che ternari (4/4, 2/4 e 6/8) a seconda del carattere della danza e del contesto geografico in cui venivano eseguite (in Spagna e nella zona di Napoli si utilizzavano i ritmi ternari, adatti a soavi danze, mentre in Puglia si preferivano quelli binari, di carattere vivace e ossessivo).
A partire dal XVIII secolo la funzione terapeutica della tarantella sopravvive soprattutto in Puglia e in alcune zone del Sud della Spagna. Nel resto del meridione d’Italia diviene una danza di corte o d’intrattenimento: a Napoli, ad esempio, venivano organizzati in piazza spettacoli per i turisti con finte tarantate e ricreate tarantelle. Da ciò ne conseguì una inevitabile “decadenza” sia nella varietà che nella forma. Straordinario, per certi aspetti, diviene il sopravvivere nel Salento, fino a tardo Novecento, della funzione terapeutica della tarantella: la danza assume la denominazione popolare di “pizzica”, dal morso della tarantola, e conserva gli stessi ossessivi elementi ritmici e melodici della antica forma. Essa diviene fulcro di un rito esorcistico e liberatorio di potente suggestione.
Doriano Longo
Lo spettacolo è stato presentato in diversi festival di musica antica e in convegni universitari sul tarantismo e sul potere di guarigione della musica. Nel 1999 la Provincia di Lecce ha patrocinato e finanziato la realizzazione di un CD sulle musiche utilizzate in Tarantule, Antidoti e Follie. Nel 2003 RAI Due TV ha dedicato ai contenuti dello spettacolo un cortometraggio all’interno della trasmissione Sulla Via di Damasco; il prodotto è stato premiato nel Festival Internazionale delle Produzioni Televisive di Varsavia, agosto 2003,
ricevendo la menzione d’onore. Nel 2010 l’Ensemble ha eseguito le musiche sulla terapia del tarantismo all’interno della Stagione Concertistica dell’Accademia di Santa Cecilia e della Stagione di Concerti del Teatro Olimpico di Vicenza. Nel 2019 lo spettacolo è stato presentato nel festival “Monteverdi” di Cremona.
