Fervono i preparativi per ERF 2016 che quest’anno arriva alla 16a edizione. Tra i progetti del nuovo cartellone, Bach Sanssouci, un repertorio basato principalmente in una serie di sonate di Johann Sebastian Bach e del figlio di questi, Carl Philipp Emanuel Bach, nell’esecuzione e interpretazione di un duo d’eccellenza: Ramin Bahrami, pianista iraniano considerato, a livello internazionale, tra i più importanti interpreti bachiani contemporanei, e il flautista Massimo Mercelli, che a soli diciannove anni divenne primo flauto al Teatro La Fenice di Venezia.

Il progetto Bach Sanssouci s’ispira a uno degli incontri più memorabili nella storia della musica.

Federico II di Prussia, grande appassionato di musica, dopo diversi tentativi riuscì finalmente a incontrare l’ormai anziano Johann Sebastian Bach. La sera del 7 maggio 1747 il Maestro raggiunse a Potsdam, al Castello di Sanssouci, il sovrano che, senza neanche dargli il tempo di cambiarsi l’abito da viaggio, lo accolse entusiasticamente accompagnandolo in tutte le stanze del palazzo reale per fargli provare i numerosi clavicembali e fortepiani in suo possesso. Bach suonò su tutti gli strumenti e, dopo aver improvvisato a lungo, chiese al re di proporgli il tema per una fuga da realizzare al momento. Ottenuto da Federico II un tema molto complesso, improvvisò all’istante una fuga a tre voci.

Il sovrano, per vedere fino a che punto potesse spingersi la bravura di Bach, gli disse allora di eseguire, su quello stesso tema, una fuga a sei voci. Tuttavia, data la sua lunghezza e i suoi numerosi cromatismi, il tema del re non si prestava a essere la base per una simile composizione. Bach allora promise a Federico di comporre in seguito la fuga a sei voci, e che gliene avrebbe fatto dono. Impegno che – tornato a Lipsia – mantenne, regalando al mondo un capolavoro ineguagliabile, la Musikalische Opfer (Offerta musicale).

Su questa storia che è ormai leggenda e sul profondo legame di Carl Philipp Emanuel Bach, il secondo e più famoso dei venti figli del celebre Johann Sebastian, con il Castello di Sanssouci, di cui fu clavicembalista di cappella, e con Federico II il Grande, per cui compose diverse opere, nasce l’idea di questo programma che mescola opere di Bach padre e figlio, anche scritte a quattro mani, alcune di rara esecuzione, tutte di grande virtuosismo, senza dimenticare ovviamente il celebre Tema Regio.

Bach Sanssouci, che è una produzione originale targata Emilia Romagna Festival, prima di arrivare al festival farà una serie di tappe in regione: partito il 22 gennaio 2016 a Cattolica nel circuito ATER, approderà il 12 marzo (ore 21) al Teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno (Bo), il 13 marzo (ore 21) al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola (Mo) e il 20 marzo al Teatro Asioli di Correggio (Re).

12 marzo, ore 21 – Teatro Comunale Laura Betti (Piazza del Popolo, 1)Casalecchio di Reno (BO)

13 marzo, ore 21 – Teatro Ermanno Fabbri (Via Minghelli, 11) Vignola (MO)

20 marzo (orario in via di definizione) – Teatro Asioli (Corso Camillo Benso Conte di Cavour, 9) Correggio (RE)