Lunedì 27 agosto alle ore 21.00, presso il Giardino della Biblioteca Comunale di Alfonsine, andrà in scena “Vuelvo al Sur”, con protagonista il fisarmonicista Thomas Sinigaglia, un omaggio ad alcuni dei più grandi compositori e musicisti dell’America Latina, con brani riproposti per fisarmonica sola.

“Vuelvo al Sur”, Ritorno al Sud, è un atto d’amore nei confronti di un continente magico, popolato da eroi e disperati, da gentiluomini e avventurieri, che si riflette identico in ogni sua singola particella, sia essa una canzone, una storia, una persona. Thomas Sinigaglia interpreterà per fisarmonica sola dei brani di alcuni dei maggiori compositori dell’America Latina, tra cui Villoldo, uno dei pionieri del tango, che si arrangiava per vivere e arrivò a fare anche il tipografo e il pagliaccio di un circo; il grande Jobim, noto come O Maestro, che inventò la bossa nova e si dedicò per tutta la vita alla musica popolare brasiliana; Hermeto Pascoal, il polistrumentista che riusciva a cavar musica da una conca d’acqua; Pixinguinha, bravissimo cantante, sassofonista e flautista; Ernesto Nazareth, uno dei più grandi compositori brasiliani di tutti i tempi, che morì pazzo alla vigilia del carnevale, scappando nei boschi dopo aver eluso le guardie del manicomio; Francisco Canaro, magistrale compositore di tango argentino; Astor Piazzolla, che inventò il nuevo tango e lo condì di strumenti elettronici e artifici jazz. Una galleria di suoni, volti, nomi e storie che si concluderà con un brano dello stesso Sinigaglia, sintesi e omaggio definitivo della fisarmonica alla varietà armonica e cromatica di un continente intero.

 

Thomas Sinigaglia suonerà ancora per Emilia Romagna Festival, esibendosi il 28 agosto alle ore 21.00 presso la Rocca di Riolo Terme con “Solo Concert”, un evento completamente dedicato alla fisarmonica in tutte le sue forme; prima del concerto, sarà possibile partecipare alla passeggiata eco-filosofica “Lungo un fragile filo d’ascolto”, a cura di Gianmaria Beccari.

“Solo Concert” di Thomas Sinigaglia è un grande evento in cui la fisarmonica diventa protagonista indiscussa della scena. Raccontata sempre come portavoce della malinconia, la fisarmonica era descritta da Gabriel Garcia Marquez come uno strumento “zingaresco”. Affascinato dalla sue origini incerte, il grande scrittore colombiano ne apprezzò soprattutto la componente insieme popolare e colta. Tanto diffusa e versatile da poter essere considerata lo strumento nazionale di molte nazioni diverse, si è evoluta nel corso della storia insieme ai generi nati come lei in seno alle classi più basse. Come all’inizio il tango e il jazz nacquero negli ambienti dei lavoratori, arrivando successivamente agli aspetti più colti pur senza rinnegare le sue origini, così anche la fisarmonica, accompagnando il tango e il jazz in questa evoluzione, è uscita dalle taverne ed è entrata nei teatri. Da Galliano a Piazzolla, passando per i vari jazzisti americani e i compositori dell’America Latina, Sinigaglia offre al pubblico l’aspetto più colorato e complesso di uno strumento versatile, capace parimenti di allegre danze e di malinconici affreschi in minore.

Prima del concerto, dalle 19.30 alle 20.15, sarà possibile partecipare alla passeggiata eco-filosofica “Lungo un fragile filo d’ascolto”, a cura di Gianmaria Beccari. Cercando di preparare le orecchie e le menti del pubblico alle tonalità della fisarmonica, in questa occasione Gianmaria Beccari cercherà l’accordo tra il paesaggio e il camminatore, tra l’ascoltatore e una sonata: in entrambi i momenti sono essenziali la precisione e la delicatezza dell’ascolto, l’apertura dei sensi.

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