Per il secondo anno ERF edizione numero 25 invita alcuni musicisti a partecipare ad un esperimento di autoritratto. Strutturato come un’intervista breve, gli artisti diventano così i protagonisti di una ideale Factory Musicale Monteverdiana, ispirata alla programmazione musicale dedicata a Monteverdi nell’edizione ERF 2024, con l’obiettivo di realizzare negli anni una collezione di autoritratti dei musicisti di Emilia Romagna Festival visto come una Factory, un luogo ideale fluido e senza limiti temporali. Monteverdi l’alchimista dei suoni inventa la contaminazione dei generi, unendo il sacro al profano, mescolando nelle sue creazioni i gesti della danza con le parole e la musica, scoprendo forme di melodia come la conosciamo nella musica pop, portando la poesia e il teatro a unirsi in un mondo immaginario che trascende i confini nella musica, nelle forme leggere e gioiose di rappresentazioni musicali e di feste barocche. Con questo autoritratto abbiamo invitato Cristina Zavalloni a far parte della Factory Musicale Monteverdi ERF 2025 rispondendo a quattro domande.
- Quale composizione musicale di Monteverdi preferisci?
Adoro la Lettera amorosa.
- Nel tuo concerto in programma a ERF quest’anno, come si ritrova l’influenza multi genere e multi disciplinare di teatro e musica, inventata da Monteverdi?
In questo senso, la lezione di Monteverdi abita tutta la mia produzione musicale. L’aspetto espressivo del cantare, l’adesione alla parola, al suo significato narrativo, agli affetti, mi hanno sempre appassionata e guidata. Ciò sarà particolarmente esplicito, credo, nel progetto che porteremo quest’anno, proprio perchè Edith Piaf, che ne è la dedicataria, è stata una cantante e attrice straordinaria, capace di plasmare le storie contenute in ogni sua canzone in modo sentito e vibrante.
- Come pensi evolverà il futuro della musica con l’intelligenza artificiale e sulla strada di una creatività senza confini tracciata da Monteverdi?
Non riesco ad appassionarmi all’intelligenza artificiale nè ai possibili scenari scaturiti dalla sua applicazione in ambito musicale. Forse la mia è una forma di resistenza momentanea, forse mi ricrederò presto. Il fatto è che l’AI è utilissima, la uso quotidianamente con gratitudine, ma non mi commuove. Altre cose invece sì: gli occhi delle persone, ad esempio, o la voce umana, quella vera, con le sue debolezze e increspature – mentre quella riprodotta pur con sbalorditiva maestria dall’intelligenza artificiale, crea una vibrazione fredda e metallica che mi disturba. Ancora, una bella aria di Monteverdi: questo sì che mi tocca nel profondo.
- Suggerisci alcune tracce dal tuo ascolto di musica quotidiana preferita.
Ogni giorno è diverso…
Qualcosa dagli ascolti di oggi:
Four di Miles Davis nella versione di Michael Mayo
Love is a losing game di Amy Winehouse nella versione di Sachal Vasandani
Il terzo tempo dalla Simple Symphony op. 4 di Benjamin Britten
She’s always a woman di Billy Joel
Beatriz di Chico Buarque nella versione di Monica Salmaso
Dalle 3 Mélodie, op.8 Au bord de l’eau di Gabriel Fauré
Autoritratto n. 9 Cristina Zavalloni in collaborazione con Michela Giorgini, Giampaolo Marzi, Lorenza Muto
