Per il secondo anno ERF edizione numero 25 invita alcuni musicisti a partecipare ad un esperimento di autoritratto. Strutturato come un’intervista breve, gli artisti diventano così i protagonisti di una ideale Factory Musicale Monteverdiana, ispirata alla programmazione musicale dedicata a Monteverdi nell’edizione ERF 2024, con l’obiettivo di realizzare negli anni una collezione di autoritratti dei musicisti di Emilia Romagna Festival visto come una Factory, un luogo ideale fluido e senza limiti temporali. Monteverdi l’alchimista dei suoni inventa la contaminazione dei generi, unendo il sacro al profano, mescolando nelle sue creazioni i gesti della danza con le parole e la musica, scoprendo forme di melodia come la conosciamo nella musica pop, portando la poesia e il teatro a unirsi in un mondo immaginario che trascende i confini nella musica, nelle forme leggere e gioiose di rappresentazioni musicali e di feste barocche. Con questo autoritratto abbiamo invitato Pietro Beltrani a far parte della Factory Musicale Monteverdi ERF 2025 rispondendo a quattro domande.
- Quale composizione musicale di Monteverdi preferisci?
È difficile scegliere fra le composizioni di Monteverdi, tuttavia fra le mie preferite vi sono alcuni madrigali, come Sì dolce è’l tormento.
- Nel tuo concerto in programma a ERF quest’anno, come si ritrova l’influenza multi genere e multi disciplinare di teatro e musica, inventata da Monteverdi?
Tutti i miei concerti sono all’insegna della contaminazione musicale fra più generi (in particolare la classica e il jazz), e per l’accostamento di musiche diversissime non solo per linguaggio, ma anche per epoca storica e profondità di significato. Quest’anno in particolare accosterò la musica di Respighi (primo ‘900 italiano) con le armonie più “americane” di Gershwin e quelle francesi di Poulenc, passando per Rachmaninov e arrivando al jazz di Chick Corea.
- Come pensi evolverà il futuro della musica con l’intelligenza artificiale e sulla strada di una creatività senza confini tracciata da Monteverdi?
In un mondo dove si parla addirittura della sostituzione della creatività umana da parte dell’intelligenza artificiale, è ancor più necessario mostrare il valore dell’umanità della creazione e dell’esecuzione attraverso musiche che risaltino la bellezza e l’imprevedibilità, che mostrino che la musica non è solo un intrattenimento distrattivo, ma è uno dei tratti distintivi della nostra umanità, l’arte che più di tutte esterna i nostri stati d’animo. In questo Monteverdi ha sicuramente spianato la strada a tutti noi.
- Suggerisci alcune tracce dal tuo ascolto di musica quotidiana preferita.
I miei ascolti riflettono sicuramente i miei programmi musicali, e pertanto sono all’insegna della varietà di stile e genere.
Dalle opere di Puccini e Mascagni al pianismo di Bill Evans e Keith Jarrett, passando dal Poema dell’Estasi di Scriabin e le Ballads di Coltrane, arrivando fino a Stevie Wonder.
Autoritratto n. 12 Pietro Beltrani in collaborazione con Michela Giorgini, Giampaolo Marzi e Lorenza Muto
