Per il secondo anno ERF edizione numero 25 invita alcuni musicisti a partecipare ad un esperimento di autoritratto. Strutturato come un’intervista breve, gli artisti diventano così i protagonisti di una ideale Factory Musicale Monteverdiana, ispirata alla programmazione musicale dedicata a Monteverdi nell’edizione ERF 2024, con l’obiettivo di realizzare negli anni una collezione di autoritratti dei musicisti di Emilia Romagna Festival visto come una Factory, un luogo ideale fluido e senza limiti temporali. Monteverdi l’alchimista dei suoni inventa la contaminazione dei generi, unendo il sacro al profano, mescolando nelle sue creazioni i gesti della danza con le parole e la musica, scoprendo forme di melodia come la conosciamo nella musica pop, portando la poesia e il teatro a unirsi in un mondo immaginario che trascende i confini nella musica, nelle forme leggere e gioiose di rappresentazioni musicali e di feste barocche. Con questo autoritratto abbiamo invitato Giacomo Scattareggia, membro del Karan Duo insieme a Martina Veneri, a far parte della Factory Musicale Monteverdi ERF 2025 rispondendo a quattro domande.
- Quale composizione musicale di Monteverdi preferisci?
Ci siamo avventurati e abbiamo approfondito l’ascolto della musica di Monteverdi abbastanza recentemente, anche spinti dall’entusiasmo verso questo progetto. L’opera che maggiormente ci ha colpiti è la celebre raccolta Madrigali Guerrieri et amorosi: è qui che, attraverso madrigali come Combattimento di Tancredi e Clorinda e Lamento della ninfa, Monteverdi riesce ad evocare immagini dalla grande potenza narrativa, che vengono esaltate anche grazie alla raffinatezza del suo stile.
- Nel tuo concerto in programma a ERF quest’anno, come si ritrova l’influenza multi genere e multi disciplinare di teatro e musica, inventata da Monteverdi?
All’interno del nostro programma da concerto la figura che rispecchia in qualche modo l’idea di Monteverdi è quella di Manuel De Falla che riuscì a racchiudere nei suoi brani tutta la cultura e il folklore della Spagna, ad unire musica e poesia, come ad esempio nelle Siete canciones populares españolas: qui la sua musica incontra la bellezza delle liriche della tradizione folkloristica spagnola ed è proprio dall’unione di musica e parola che l’ascoltatore può immergersi totalmente nello spirito del brano, in questo caso i paesaggi e le leggende popolari della Spagna. Anche un poeta del calibro di Federico Garcia Lorca fu poi ispirato da De Falla nel comporre una raccolta di canzoni popolari spagnole secondo lo stesso principio.
- Come pensi evolverà il futuro della musica con l’intelligenza artificiale e sulla strada di una creatività senza confini tracciata da Monteverdi?
Senza dubbio l’intelligenza artificiale porterà spunti sempre nuovi anche nel campo della musica, ma nonostante questa, a parer nostro, non potrà mai essere paragonata ad un compositore in carne ed ossa: la perfezione formale non può essere musica senza quell’impronta personale che solo un compositore può dare, ricca anche del suo vissuto interiore.
- Suggerisci alcune tracce dal tuo ascolto di musica quotidiana preferita.
I nostri ascolti variano abbastanza spesso, quasi giornalmente. In questi ultimi giorni in particolare viaggiare per molte ore ci ha permesso di uscire per un attimo dalla routine ed avere più tempo per godere dell’ascolto della musica e scoprirne di nuova. Qui alcune delle tracce che ci hanno accompagnati:
Rachmaninov – Sonata per violoncello e pianoforte op. 19
Villa-Lobos – Concerto per chitarra e orchestra
Gismonti – 7 Aneis (Brazil Guitar duo), Frevo
Kern – All the things you are (Keith Jarrett trio)
Autoritratto n. 13 Giacomo Scattareggia in collaborazione con Michela Giorgini, Giampaolo Marzi, Lorenza Muto
