Per il secondo anno ERF edizione numero 25 invita alcuni musicisti a partecipare ad un esperimento di autoritratto. Strutturato come un’intervista breve, gli artisti diventano così i protagonisti di una ideale Factory Musicale Monteverdiana, ispirata alla programmazione musicale dedicata a Monteverdi nell’edizione ERF 2024, con l’obiettivo di realizzare negli anni una collezione di autoritratti dei musicisti di Emilia Romagna Festival visto come una Factory, un luogo ideale fluido e senza limiti temporali. Monteverdi l’alchimista dei suoni inventa la contaminazione dei generi, unendo il sacro al profano, mescolando nelle sue creazioni i gesti della danza con le parole e la musica, scoprendo forme di melodia come la conosciamo nella musica pop, portando la poesia e il teatro a unirsi in un mondo immaginario che trascende i confini nella musica, nelle forme leggere e gioiose di rappresentazioni musicali e di feste barocche. Con questo autoritratto abbiamo invitato Alessia Cavuoti e Morgana Rudan a far parte della Factory Musicale Monteverdi ERF 2025 rispondendo a quattro domande.
- Quale composizione musicale di Monteverdi preferite?
Alessia: Da cantante ho amato l’ Orfeo ed Euridice, considerata la prima opera mai scritta nella storia; la quale sicuramente segna l’inizio di una grande storia operistica italiana che poi verrà portata e sviluppata in tutto il mondo. Due mondi che si fondono per la prima volta teatro e musica con una storia mitologica d’amore eterno.
Morgana: La composizione di Monteverdi che mi ha colpito di più quando ho approfondito la produzione del compositore è certamente il Combattimento di Tancredi e Clorinda. Si tratta di un madrigale ispirato ad un episodio tratto dalla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, in cui il cavaliere cristiano Tancredi affronta in duello la guerriera musulmana Clorinda, senza sapere inizialmente che si tratta della donna che ama. Con questo brano, Monteverdi impiega il genere del madrigale in modo rivoluzionario, unendo musica e dramma e conferendogli un’azione scenica. L’autore inventa uno stile nuovo, che lui stesso chiama “stile concitato”. Grazie a questa tecnica, la musica non si limita ad accompagnare il testo poetico, ma diventa essa stessa “rappresentazione sonora” degli eventi. Di questa composizione mi ha sempre colpito la modernità con cui Monteverdi ha utilizzato sia il testo poetico che la musica, mostrando come la musica possa farsi dramma con carattere molto realistico e anticipando la grande stagione del teatro musicale barocco.
2. Nel vostro concerto in programma a ERF quest’anno, come si ritrova l’influenza multi genere e multidisciplinare di teatro e musica, inventata da Monteverdi?
Alessia e Morgana: Il programma che abbiamo proposto il 2 settembre a Bagnara di Romagna aveva focalizzazione sulla musica vocale da camera della Francia tra Ottocento e Novecento, quindi ci trovavamo chiaramente in tutt’altro luogo e tempo. Tuttavia, troviamo che nello stretto legame tra poesia, musica ed espressività che caratterizza i brani che abbiamo eseguito, risieda l’antica eredità delle conquiste musicali di Monteverdi e dei primi operisti. In questo caso, non si tratta di un dramma e un’azione scenica, bensì di profondi moti emotivi, che attraverso la musica acquisiscono fisicità e profondità. Questo non sarebbe possibile senza l’eredità operistica tracciata a partire dalla produzione di Monteverdi.
- Come pensate evolverà il futuro della musica con l’intelligenza artificiale e sulla strada di una creatività senza confini tracciata da Monteverdi?
Alessia e Morgana: La cifra innovativa che ha caratterizzato la musica di Monteverdi è stata proprio legata alla capacità dell’autore di unire generi musicali e poetici e rinnovarli per ricercare una produzione innovativa ed un’espressività ancora più forte. Crediamo che l’intelligenza artificiale potrà essere uno strumento a disposizione degli artisti per continuare in questo tipo di ricerca, ossia per ricercare nuove modalità di espressione e rappresentazione artistica. Allo stesso tempo, potrà essere un nuovo veicolo per la realizzazione e promozione degli eventi culturali, per avvicinare sempre più efficacemente il grande pubblico allo sterminato patrimonio musicale e culturale che ci ha fin qui accompagnati.
4. Suggerite alcune tracce dal vostro ascolto di musica quotidiana preferita.
Alessia: Dal mio ascolto quotidiano non può mancare una buona dose della Bohème di Puccini, la mia opera preferita e il bellissimo Concerto in La minore per pianoforte e orchestra di R. Schumann, dal carattere romantico e in grado di teletrasportare in un altro mondo.
Schumann – Concerto in La minore per pianoforte e orchestra
Morgana: Ogni epoca ci ha lasciato dei gioielli musicali che ancora oggi ci accompagnano e ci colpiscono. Dal mondo operistico al quale Monteverdi ha aperto la strada sicuramente mi sento molto legata alla musica di Puccini, in cui l’arpa ha sempre un ruolo protagonista, ma anche alla musica di Wagner, autore che ha lavorato moltissimo per la realizzazione della cosiddetta opera d’arte totale: la Gesamtkunstwerk. Dal mondo strumentale invece mi sentirei di suggerire al pubblico di ERF il concerto per flauto e arpa K299 di Wolfgang Amadeus Mozart e l’Introduzione e Allegro di Maurice Ravel, due meravigliose composizioni del repertorio arpistico che da sempre mi accompagnano.
Mozart – Concerto per flauto e arpa K299
Ravel – Introduzione e Allegro
Autoritratto n. 14 Alessia Cavuoti e Morgana Rudan in collaborazione con Michela Giorgini, Giampaolo Marzi, Lorenza Muto
