C’era una volta Cenerentola
Dettagli dell'evento
Giovedì 17 luglio ore 21:15 CODIGORO Parco S. Guido Abate, Abbazia di Pomposa C’era una volta Cenerentola BALLETTO DI ROMA Coreografia, scene e regia FABRIZIO MONTEVERDE Ideazione costumi Santi Rinciari Light designer Emanuele De Maria Musiche Georg
Dettagli dell'evento
Giovedì 17 luglio ore 21:15
CODIGORO Parco S. Guido Abate, Abbazia di Pomposa
C’era una volta Cenerentola
BALLETTO DI ROMA
Coreografia, scene e regia FABRIZIO MONTEVERDE
Ideazione costumi Santi Rinciari
Light designer Emanuele De Maria
Musiche Georg Friedrich Händel
In caso di maltempo
verrà data comunicazione di nuova data/sede o cancellazione attraverso i canali ERF
Orario
Location
CODIGORO Parco S. Guido Abate, Abbazia di Pomposa
Accessibilità
Assenza di barriere architettoniche
Programma
Nel riallestimento 2024 di “C’era una volta Cenerentola” non cambiano l’atmosfera, il sapore, l’ambientazione e i valori di una preziosa coreografia del repertorio del Balletto di Roma, che torna in scena con una danza cui bastano pochi tratti di riferimento per proiettarsi in temi d’attualità, rimessi n scena da Fabrizio Monteverde in questa particolare versione coreografica, che tende a far conoscere e avvicinare tutte le nuove generazioni al repertorio del Balletto di Roma.
Secondo Monteverde quella di Cenerentola è una storia apparentemente semplice: rivalità tra sorelle, desideri inespressi che finalmente si realizzano, la virtù premiata anche se vestita di stracci, la punizione per i malvagi e gli sfruttatori. In realtà sotto questa superficie lineare e apparentemente trasparente si nascondono dei complessi sentimenti inconsci, che sono poi alla base del successo della storia di Cenerentola nel corso dei secoli, e che tracciano il percorso di crescita e di sviluppo della personalità, fino alla piena realizzazione del sé. È una fiaba che continua a parlare di adolescenza, della fatica di crescere specialmente per chi è ai margini, delle prove da superare per raggiungere l’autonomia, ma soprattutto del ruolo effimero dell’immagine esteriore, come parametro considerato ieri come oggi – il “c’era una volta”, ma che oggi c’è ancora – fondamentale per potersi affermare nella vita e nelle relazioni sociali. Quest’opera di Fabrizio Monteverde, come tutte le sue famose rivisitazioni di grandi classici, tende a svuotare l’antica favola da tutti gli elementi più noti, conosciuti attraverso i balletti di repertorio e la filmografia recente, rovesciando la tipica ambientazione fiabesca in un mondo crudo e opprimente, di cui sono sottolineati i contenuti soprattutto negativi, ma che alla fine sfociano in una profonda e innocente introspezione. Nel linguaggio del coreografo c’è richiamo all’ingiustizia, voglia di emancipazione e insieme quell’umiltà destinata a durare per sempre: la convinzione che questi valori possano esplodere ed esprimersi in sentimenti puri e folli come l’amore e la felicità, trasuda in tutto lo spettacolo dalle luci ai costumi e al trucco, sino all’originale scenografia.
Organizzatore
Incanto dei luoghi
ore 18 visita guidata all’Abbazia di Pomposa (prenotazione a ufficio IAT 0533 719110)
